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Domenica 5 luglio 2009,
ore 17,45
Chiesa Romanica “San Grato”
nel Castello Moransengo
ENSEMBLE “LA ROSSIGNOL”

Liliana Pagliari, Clizia Baronio, danza
Roberto Quintarelli, danza, contraltista
Matteo Pagliari, flauti dritti, traversa, stridulo, cornamusa, flauto a tamburo
Francesco Zuvadelli, organo positivo, ghironda
Domenico Baronio, liuto, chitarrino, calascione, percussioni
BALLI SUAVI ET AMOROSI
Musiche e danze nelle corti del Rinascimento Italiano
And I where a maiden - W. Cornish, Henry VIII’s Manuscript, sec. XV
Lauro - Bassadanza di L. de’ Medici, musica D. Baronio
Lioncello in due- D. da Piacenza, “De arte saltandi…”, Sec. XV
Poi che ‘l ciel e la fortuna- Anon, “Frottole” Libro VII, Petrucci, 1507
De voltate in ça e Cupido - G. Ambrosio, “Trattato dell’arte del ballo”, sec. XV
Petite riense - G. Ebreo, “De pratica seu arte tripudi” Sec. XV
La cara cossa del Bertolin - Anonimo, Biblioteca Marciana, 1520 circa
Non è tempo d’aspetare - Marchetto Cara, F. Bossinensis “Tenori e contrabbassi…” 1511
La vida de Culin - Maestro Giovannino, Ms. “Il Papa”, musica MS Montecassino
Bassadanza Fortunosa - D. da Piacenza, musica D. Baronio
Canzon dita La Magdalena - P. Attaignant, “Neuf basse danse…”, 1529
La girometta - Anonimo, varie fonti Sec. XVI
Due balli furlani - G. Mainerio “Il primo libro de balli…”, 1578
Tre branles - T. Arbeau “Orchésographie” , 1588
Greensleeves - Anon “W. Ballet’s lutenbook”, 1578
Pavana d’Espagne e Gagliarda - P. Phalèse “Liber Primus Leviorum…” 1571
La Tarantela - Da Floriano Pico, “Nuova scelta di sonate”, 1608
Villanella ch’all’acqua vai - Jo. L. di L’arpa, “Primo Libro de Canzone…” 1570
Spagnoletta e Donna Leggiadra - F. Caroso, “Il ballarino”, 1581
Brando lo spiritillo - A. Falconiero, Il primo libro… Sec. XVII
Damigella tutta bella - V. Calestani, “Madrigali et arie", 1617
So ben mi c’ha bon tempo - C. Negri, “Le gratie d’amore”, 1602
La Volta - M. Praetorius,“Terpsichore” Wolfenbüttel 1612
Piccola e sfarzosa, la corte rinascimentale è l'ambiente di lavoro ideale per musici e ballerini, che sono ricercati, persino contesi. Il contesto naturale del ballo è la "festa", un insieme di molteplici azioni caratterizzate da segni, gesti ed allegorie complesse ed articolate. Tra i grandi Maestri, ricercati organizzatori ed animatori di feste e banchetti atti ad interpretare la magnificenza dei loro protettori, spiccano Domenico da Piacenza, Guglielmo Ebreo da Pesaro, Fabritio Caroso da Sermoneta e Cesare Negri milanese, i quali, con le loro opere, autentiche pietre miliari della storia della danza, hanno contribuito in modo determinante al prestigioso cammino dell’arte suprema. Lo spettacolo, proposto in costume, con strumenti e stili esecutivi d’epoca, ricostruisce il clima colto ed aristocratico, estremamente godibile e molto spettacolare, di una nobile festa cortigiana.









