CIRCOLO FILARMONICO ASTIGIANO



"Laboratorio artistico Mario Molino"CINAGLIO

COMUNE DI MONTECHIARO

COMUNE DI CORTAZZONE

COMUNE DI MONTIGLIO MONFERRATO








MUSICA NELLE PIEVI
Il fascino dei luoghi
La magia della musica...

23 luglio - 10 agosto 2016


DIRETTORE ARTISTICO: LIA LIZZI BALSAMO

Anche quest’anno ritorna Musica nelle Pievi, l’itinerario musicale nelle Chiese Romaniche dell’astigiano, con l’obiettivo originario di unire la cultura musicale all’arte architettonica, mediante il godimento di musiche raffinate , eseguite da Ensemble di assoluto prestigio, in un ambiente suggestivo. Coniugare la buona musica con l’ambientazione solenne delle pievi romaniche, è un invito, rivolto alla collettività, per meglio conoscere, apprezzare ed amare la storia e la cultura delle terre astigiane.


Lia Lizzi Balsamo
Circolo Filarmonico Astigiano


    
Sabato 23 Luglio
Chiesa Romanica di “San Nazario”
Montechiaro d'Asti
ore 21,45


ARCHETIPO ENSEMBLE


WHISKY TRAIL

Maria Ausilia D'ANTONA, voce e mandola
Marilena SERAFINI,
liuto cantabile
Alfredo TROJSE,
chitarra, mandolino, basso ac.
Gabriele FALCONE,
chitarra Chitarra e voce
Maria Assunta RECALINA,
voce e percussioni

“PARTHENOPE - Suggestioni musicali di una capitale antica”

1. Antidoto tarantulae 1600
2. Canto delle Lavandaie del Vomero 1200
3. Fenesta Vascia 1550
4. Madonna nun è cchiù 1550
5. Villanella che all’acqua vaje 1500
6. Michelammà 1600
7. Vurria ca fosse ciaola 1580
8. O cunto ‘e Masaniello 1600
9. La nova gelosia 1600
10. Oi mamma ca mo’ vene 1600
11. Lo Guarracino 1700
12. Cicerenella 1700
13. La serpe a Carulina 1799
14. Canto dei Sanfedisti 1799
15. Lo Tiramole primi 1800
16. Lo Zoccolaro primi 1800
17. Palummella 1800
18. Te voglio bene assaje 1836

Napoli ha origini remote che si perdono nella leggenda e nel mito:già l’antico suo nome, Parthenope, si riferisce A una bellissima sirena e dal suo canto melodioso, che Aleggia tra i vicoli, le marine,i colli e, naturalmente, nel cuore e nell’anima della gente.  La primitiva città, più volte distrutta e poi ricostruita, fu la Nea-­Polis, città baluardo di passati splendori, capitale antica di cultura e di arte ancora oggi ricca di un fascino alquanto misterioso, messaggera di un passato fiorente, esempio di contraddizioni profonde ma anche di risorse inesauribili, rutilante palcoscenico di mille colori, suoni, sapori, amalgama prodigiosa di“ miserie e nobiltà”. La Canzone napoletana, una delle sue espressioni d’eccellenza con i suoi ottocento anni di storia documentata, è sicuramente un mirabile esempio di alchimia estetica il cui distillato, mosaico di rara bellezza, è universalmente riconosciuto ed apprezzato In essa, si fondono diverse forme espressive stilisticamente rintracciabili in quelle culture dell’area mediterranea con le quali Napoli, vero e proprio crocevia del Mare Nostrum,  è venuta continuamente a contatto.
  La meravigliosa fioritura della lirica vocale sorta già nel Trecento, le Villanelle del Quattrocento, la tradizione popolare delle Moresche, delle Tammurriate e delle Calascionate, la produzione colta della settecentesca Scuola Napoletana, costituiscono i riferimenti storici  stilistici di questa nostra proposta Musicale che mette in evidenza la produzione antecedente alla metà dell’Ottocento. Un’attenta anali si è alla base di  questa ricerca condotta dall’Ensemble nell’arco di un ventennio, in collaborazione con studiosi e cultori della Canzone Napoletana che hanno contribuito ad arricchire quanto già tramandato da illustri esperti di questa espressione musicale. Nello specifico, sono stati scelti gli esempi fondamentali della Canzone Napoletana antica (popolare, classica e d’autore nel rispetto delle sonorità originarie) per realizzare un piccolo racconto, breve ma efficace, delle origini di un genere ormai riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità.

ARCHETYPE ENSEMBLE La formazione, rigorosamente acustica, ha realizzato diverse proposte musicali caratterizzate da una forte impronta Culturale. I suoi componenti, in gran parte polistrumentisti, provengono da formazioni ed esperienze diverse ma hanno in comune l'interesse per tutti quei repertori che fanno della musica un mezzo efficace e sempre attuale per comunicare storie ed emozioni, custodire memorie e testimonianze, suscitare e condividere riflessioni, il tutto impreziosito da un'alta qualità artistica. Tra i tanti progetti realizzati, ci sono concerti dedicati alla Canzone Romana, Napoletana, Siciliana, Latino Americana e Portoghese. Il gruppo si è esibito in vari contesti e in diverse città, sempre in collaborazione con Enti ed Istituzioni, ovunque riscuotendo entusiastici apprezzamenti




Domenica 24 Luglio
Chiesa Romanica “Santa Maria”
Vezzolano (Albugnano)
ore 16,00


BAROCCHEGGIANDO ENSEMBLE
ARTISTI DEL TEATRO REGIO DI TORINO


BAROCCHEGGIANDO ENSEMBLE

Federico GIARBELLA, flauto
Daniele SONCIN, violino
Paola BETTELLA, violino
Rita BRACCI, viola
Alfredo GIARBELLA, violoncello
Stefano SCHIAVOLIN, contrabbasso
Luca BRANCALEON, cembalo

Programma

Antonio Vivaldi (1678-1741)
Concerto in sol maggiore per archi e cembalo RV 151 (Alla rustica)
Concerto in re minore per due violini, violoncello, archi e cembalo op. 3 n. 11 RV 565 (da L’estro armonico)

Tomaso Albinoni (1671-1751) - Remo Giazotto (1910-1998)
Adagio in sol minore per archi

Antonio Vivaldi
Concerto in sol maggiore per flauto, archi e cembalo op. 10 n. 4 RV 435

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Concerto brandeburghese n. 5 in re maggiore per flauto, violino, clavicembalo, archi e continuo BWV 1050

Pur con i precedenti e pregevoli contributi di Tartini e di Corelli, è con Antonio Vivaldi che il genere del concerto assurge alla piena realizzazione artistica in tutte le sue forme. Lo dimostra il brevissimo Concerto alla rustica (1720), festosa rappresentazione di vita campestre, indice di perfezione anche nell’estrema concisione. La pubblicazione nel 1711 ad Amsterdam, da parte dell’editore Roger, del primo corpus di dodici concerti dal titolo L’Estro armonico op. 3, diede all’opera vivaldiana risonanza europea e immediato successo: il genere del concerto in stile italiano nella forma tripartita Allegro-Adagio-Allegro di matrice sonatistica valicava i confini veneziani per imporsi in Europa, consacrandosi quale punto di riferimento per i compositori d’oltralpe. Grande estimatore fu J. Quantz: pare apprezzasse in modo particolare il Concerto n. 4 dell’op. 10 – in programma – l’unico scritto ex-novo per la pubblicazione (1729). I sei Concerti op. 10 rappresentarono in quegli anni il punto d’incontro della tradizione flautistica da camera d’oltralpe con la tradizione italiana del genere del concerto, contribuendo ad affermare il flauto traverso al posto del flauto a becco, allora normalmente utilizzato in Italia. La ventata di freschezza tutta italiana della musica del Prete rosso non risparmiò J.S. Bach; erano gli anni in cui era a servizio a Weimar (1713-1714), ovvero quelli in cui stava forgiando il proprio stile. Secondo il biografo Forkel, i concerti vivaldiani gli «insegnarono a pensare musicalmente»: nella loro eleganza incarnavano ordine e geometrica proporzione. Bach trascrisse per tastiera dieci concerti vivaldiani; sei di questi sono tratti da L’Estro armonico, tra cui spicca la «grandiosa trascrizione organistica» del n. 11. In stile fugato, con i due violini concertanti che aprono il primo tempo dalla particolare struttura tripartita, rincorrendosi su un pedale di re, è infatti tra i più caratteristici dell’opera. Sempre agli anni di Weimar sembrano risalire i brani che nel 1721 Bach assemblò e dedicò al margravio Ch. Ludwig del Brandeburgo, denominati Concerts avec plusieurs d’instruments per la gran quantità di strumenti dell’epoca utilizzati. Ribattezzati Concerti Brandeburghesi nel 1873 dallo studioso Spitta in considerazione della dedica al margravio – davanti al quale Bach ebbe l’occasione di esibirsi nel 1719, allorché si trovava a Berlino per l’acquisto di un clavicembalo per la corte di Cöthen dove era Cappelmeister – essi costituiscono un eccezionale compendio delle possibilità formali e stilistiche del genere del concerto, non scevri da importanti novità, come avviene nel primo movimento del Concerto n. 5. Qui, per la prima volta, uno strumento a tastiera, normalmente deputato al basso continuo, si impone come solista in un’estesa parte a carattere virtuosistico, per poi intrecciare, nel secondo movimento “Affettuoso”, un dialogo intimo ed espressivo con gli altri due strumenti, in una cameristica sonata a tre. Lo studio approfondito di un autore può dunque indurre ad assimilarne lo stile e a saperlo riprodurre: sviluppando i pochi frammenti melodici e un basso numerato rinvenuti di una Sonata a tre di Albinoni, lo studioso e compositore Remo Giazotto ci ha infatti regalato (1958) il bellissimo quanto struggente Adagio che, trascritto e utilizzato nelle più diverse occasioni, ha ormai superato ogni confine.

Donatella Meneghini




Sabato 30 luglio
Chiesa Romanica di “San Secondo”
Cortazzone
ore 21,30


TUATHA DE DANANN
Quartetto


TUATHA DE DANANN

Paola NERVI
, violino
Silvia MUSSO
, arpa tripla ed arpa irlandese
Filippo MONGIARDINO
, traverse, whistle, traversiere
Roberto BEVILACQUA
, viola da gamba

“Carolan e i suoni del barocco irlandese”

Musiche tradizionali irlandesi, di Carolan e R. Dall Ó Cáthain, Simpson, Purcell, Corelli e Vivaldi.

Nell’Irlanda dei primi decenni del settecento, profondamente legata alle proprie tradizioni culturali quanto segnata da drammatiche vicende religiose e politiche, emerge la figura di un musicista e poeta, ultimo esponente della lunga schiera dei bardi: Turlough O’Carolan. Arpista e compositore, vive e lavora visitando le big houses dei nobili irlandesi, rispettato ed accolto come si conviene ad un ospite importante, capace di celebrare con la sua arte gli eventi più significativi della storia di una famiglia e di allietarne i momenti di festa con ineguagliabile maestria. Carolan non è un arpista come tanti: egli unisce ad una profonda conoscenza della musica tradizionale un gusto spiccato per la musica nuova che proviene dal Continente, quella che noi oggi definiamo “musica barocca”, della quale si proclama imitatore: “Preferiva le composizioni italiane a tutte le altre. Vivaldi lo incantava e con Corelli era rapito”, scrive di lui Charles O’Connor. Le testimonianze raccontano come tale passione e la sua grande abilità gli consentissero di ripetere interi brani di Vivaldi ascoltati una sola volta e di improvvisare “nello stile italiano”. Fra le numerose frequentazioni di musicisti, anche italiani, presenti in Irlanda, spicca quella con il violinista e compositore Francesco Geminiani: pare proprio che nel corso di una “sfida” musicale col violinista italiano sia nato il brano oggi conosciuto come The Carolan Concerto, lavoro nel quale è più che evidente l’influsso della musica italiana. Dal canto loro anche i musicisti italiani ebbero occasione di apprezzare le composizioni dell’arpista irlandese, il cui nome italianizzato in Carrollini o Carolonius, compare in diverse raccolte d musica ad uso dilettantistico. Carolan ci ha lasciato oltre 200 melodie, trascritte dal suo fedele servitore O’Flinn (Carolan era divenuto cieco in giovane età): molte di queste erano brani cantati, poesie musicate in onore dei patroni, ma le fonti a nostra disposizione non rendono agevole la ricostruzione delle versioni originali. L’equilibrata equidistanza fra repertorio tradizionale e musica settecentesca “alla moda”, ha fatto di questa musica un ideale emblema della musica del Vecchio Continente, così Carolan, la cui fama in ambito classico è ben modesta, è divenuto una sorta di “padre nobile” della musica irlandese ed i suoi brani costituiscono assai frequentemente il “momento magico” nel concerto dei gruppi folk o il tributo alla musica antica del chitarrista 2ingerstyle particolarmente ispirato. Lungi dallo sconfessare legami consolidati e rinverditi periodicamente dal folk revival, desideriamo provare a restituire Carolan al suo tempo e, se non proprio mostrare la sua musica com’era, provare ad immaginare come avrebbe potuto essere, come forse è risuonata qualche volta nella sua testa di irlandese innamorato del barocco italiano.




Sabato 6 agosto
Chiesa Romanica
Cinaglio
ore 21,30


Ensemble LA GHIRONDA


Ensemble LA GHIRONDA

musici
Florio MICHIELON,
ghironde, liuti, saz
Valter MUSSANO,
flauti dolci
Aba RUBOLINO,
viella da braccio
Gianpiero MALFATTO,
flauti, sackbut, tromba marina
Piercarlo CARDINALI,
pive
Pietro PONZONE,
percussioni antiche
Le voci Marzia GRASSO, Andrea MARELLO
Voce narrante Tiziana MIROGLIO

“Medioevo: Pellegrini, mercanti e...”
Il Medioevo è stata un’epoca di grandi spostamenti: individui di ogni strato sociale intraprendevano viaggi, più o meno lunghi ed impegnativi, rispondendo a sollecitazioni di varia natura, dettate da esigenze economiche e professionali, disegni di potere, motivazioni spirituali, ma anche dal semplice desiderio di conoscenza. I pellegrini, che intraprendevano cammini di penitenza e redenzione verso una meta sacra da guadagnare con i sacrifici e le fatiche del proprio lungo viaggio, erano soliti cantare e suonare, per mantenere il ritmo del passo, scacciare la monotonia e la fatica, celebrare degnamente l’arrivo nei luoghi sacri. Ad essi si accompagnavano spesso, sia per compagnia che per motivi di sicurezza, i mercanti che viaggiavano insieme alle proprie merci, spostandosi da un mercato all’altro, vero centro della vita cittadina. Per attenuare le fatiche del viaggio non potevano mancare le soste presso le numerose taverne esistenti all’interno delle città o disseminate lungo le vie di comunicazione in cui il vino era protagonista. Nascevano così i canti che celebravano le virtù del vino esaltandone gli effetti inebrianti, il colore, la fragranza e il gusto e le proprietà terapeutiche.

Il gruppo di musica antica La Ghironda di Asti prende il nome dallo strumento che lo rappresenta, uno dei più caratteristici fra gli strumenti della tradizione, con radici risalenti al X secolo, patrimonio di trovatori e giullari nel Medioevo e nel Rinascimento, giunto fino a noi attraverso la pratica della musica popolare. L’attività è iniziata nel 1982 e si è sviluppata sia tramite l’esecuzione di concerti in Italia ed all’estero, sia con la partecipazione a rievocazioni storiche legate al Medioevo ed al Rinascimento e a documentari televisivi. Nell’ambito del repertorio medioevale, oltre al concerto tradizionale, il Gruppo propone spettacoli a tema in cui vengono presentati canti in lingua d’oc e musiche per danza di trovatori come Rambaldo de Vaqueiras, Marcabru, Peire Vidal, Bernard de Ventadorn; melodie legate a testi liturgici sul mistero della natività di Gesù e la Passione; canti goliardici dei Carmina Burana; brani per danza e canti attribuiti a pellegrini e viandanti che percorrevano la Via Francigena e quelli tratti dalle Cantigas, la più vasta e importante raccolta di musica sacra non liturgica del XIII secolo. L’esecuzione musicale viene integrata dalla lettura di testi dell’epoca o dalla rievocazione, in forma narrativa, degli usi e costumi, delle feste popolari, dei vari eventi legati all’alternanza delle stagioni per far rivivere le atmosfere e le tradizioni medioevali. Il Gruppo ha sviluppato anche un repertorio di musica rinascimentale sia sotto forma di concerto che attraverso la proposta di uno spettacolo con il quale si è presentato ad Asti Teatro 2013, la “Farsa del bracho e del Milaneiso” di Giovan Giorgio Alione, autore astigiano di inizio 1500, in cui si alternano la recitazione di alcune delle scene più significative della farsa e l’esecuzione di musiche dell’epoca. Attualmente è in cartellone la “Comedia de l'homo e de soi cinque sentimenti” farsa dello stesso autore per la quale si utilizza il collaudato connubio tra musica e teatro. Gli strumenti musicali Il Gruppo utilizza copie degli strumenti allora in uso, riprodotte fedelmente da liutai; oltre alla già citata ghironda, organistrun, simphonia, organo portativo, pifferi, flauti dolci, pive, viella, cromorni, colascione, liuto arabo e liuto rinascimentale, vihuela, tamburi.




Mercoledì 10 agosto
Chiesa Romanica “San Lorenzo”
Montiglio Monferrato
ore 21,30


CANAVISIUM MOYEN AGE


CANAVISIUM MOYEN AGE

Sonia CESTONARO,
flauti,bombarda, ghironda
Rinaldo DORO,
ghironda, dulcimer, percussioni
Paolo LOVA,
liuti

“LE MUSICHE, LE LIRICHE, I CANTI
Nel mondo medievale dal 1200 al 1400”


Attraverso brani musicali tratti da alcuni dei manoscritti medioevali più importanti: Cantigas de Santa Maria, Livre Vermeil, Laudario di Cortona, Codice Magliabechiano, Codex Calixstinus, Oxford Bodleian Library, London British Library, Faenza Codex, musiche del 1400, sarà possibile ascoltare le danze, le ballate, i canti che si sentivano nelle corti e durante le feste e essere trasporti in un mondo che ha rappresentato e rappresenta la nostra storia. Si passerà dalla antica monodia alla più complessa polifonia, secondo un percorso guidato da antiche sonorità che gli strumenti sapranno fare cogliere. Le esecuzioni riguardano la “musica colta” che veniva eseguita nei castelli, nei palazzi e presso le antiche famiglie nobili, dove menestrelli, trovatori, trovieri esercitava l’arte del suonare, cantare e recitare.

Sonia CESTONARO Nata ad Ivrea (TO) il 25-01-1969 e residente a Pont Saint Martin (AO). Diplomata nel 1989 in Oboe presso il Conservatorio di Novara, nel 1988 ha conseguito il diplomino in pianoforte (compimento inferiore) presso il Conservatorio di Cuneo. Ha iniziato l’attività concertistica in qualità 1° oboe collaborando con varie orchestre come “L’Orchestra da Camera del Piemonte”, “L’Orchestra Giovanile di Torino”, “L’Orchestra da Camera di Aosta”, “L’Orchestra Sinfonica Eporediese” e facendo parte dal 1991 al 1996 dell’”Orchestre d’Harmonie du Val d’Aoste” diretta da Lino Blanchod con la quale ha partecipato a vari concorsi nazionali e all’estero (Spagna) dove il gruppo si è sempre classificato al primo posto. Ha collaborato altresì con diversi gruppi e formazioni cameristiche quali: la “Jeunesse Armonia Ensemble” di Torino, il “Blaser Quintett” di Cuneo, il “Quintetto fiati Harmonie Ensemble” di Aosta, Quintetto fiati e pianoforte “Melos Art Ensemble”. Ha partecipato a vari corsi di perfezionamento quali: Corso di perfezionamento Tecnica ed interpretazione oboistica con il Maestro Bruno De Rosa a Loano, Master Class con il Maestro Hansjoerg Schellenberger presso la Scuola di Musica di Fiesole, Corso di perfezionamento orchestrale diretto da Renato Renzetti a Lanciano, Corso di perfezionamento in oboe a Riva del Garda e Corso di perfezionamento annuale sempre in oboe presso il Conservatorio di Lugano tenuti dal Maestro Hans Elhorst. Dal 1990 è insegnante di educazione musicale nelle scuole medie regionali e dal 2005 di ruolo presso La Scuola Secondaria di primo grado (Scuola Media) di Pont St Martin su cattedra di sostegno. Svolge corsi annuali come insegnante ed animatrice musicale nelle scuole elementari in qualità di esperta esterna dal 1997 e dal 2008 con Rinaldo Doro nell’ambito dei progetti Regionali Valdostani di sensibilizzazione alla musica e alla cultura tradizionale popolare Dal 2003 ha iniziato a percorrere la strada della musica tradizionale avvicinandosi a nuovi strumenti come la ghironda, l’arpa celtica, i pifferi e i flauti irlandesi. Dal 2006 fa parte dei gruppi di musica popolare tradizionale: “Ariondassa”, “Ombra Gaja” ed “Esprit Follet” con i quali svolge attività concertistica e di animazione sia in Italia che all’estero. Dal 2014 ha creato il gruppo di Musica Tradizionale Irlandese-Celtica “Glas Lora” suonando l’arpa diatonica (celtica), il Tin Whistle , l’oboe e le tastiere con il quale svolge attività concertistica. Fa parte inoltre del gruppo medievale “Canavisium Moyen Age” composto da Paolo Lova, Sonia Cestonaro e Rinaldo Doro. Ha tenuto corsi di strumento (oboe) presso alcune bande della Bassa Valle d’Aosta e durante l’anno scolastico 2004-2005 ha istituito un corso di avviamento alla musica tenuto presso la biblioteca di Hône. Dal 2010 al 2014 ha svolto corsi di Strumento Popolare per bambini nella Valle del Lys e a Donnas e Hône insegnando arpa diatonica e tin Whistle.

Rinaldo DORO, Canavesano, appassionato cultore della tradizione Piemontese, ricercatore, colleziona strumenti antichi, canti e musiche popolari da oltre trent' anni. Considera suoi “Maestri” Amerigo Vigliermo e il “Centro Etnologico Canavesano (C.E.C.)” riguardo alla ricerca e alla riproposta del Mondo Popolare e della Gente. Ha fatto parte di TRE MARTELLI, REFOLE' e GRANDE ORCHESTRA DELLE ALPI, attualmente è membro fondatore di ARIONDASSA e OMBRA GAJA . Dal 2007 svolge intensa attività concertistica in duo con Sonia Cestonaro nel gruppo “Esprit Follet”. Fa parte inoltre del gruppo medievale “Canavisium Moyen Age” insieme a Paolo Lova e Sonia Cestonaro. Oltre a numerose pubblicazioni discografiche, ha tenuto concerti in Italia, Svizzera, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Finlandia, Olanda, U.S.A. con i gruppi di cui prima.

PAOLO LOVA Suona liuto medievale, ud, saze, liuti arabi, egiziani, lavta, citola,quinterna Ha studiato liuto medievale e mandolino barocco presso il Conservatorio Pedrollo di Vicenza e musica di insieme presso il Centro Studi Piemontese di Musica Antica di Biella con Davide Rebuffa., il Conservatorio Vivaldi di Alessandria e diverse Master class con Paul Beier, Francesco Marincola, Terrel Stone, Paul O’Dette, Stefano Albarello. Da anni si dedica alla ricerca storica di manoscritti antichi e alla loro trascrizione eseguendo in concerto musica medievale originale, creando particolari arrangiamenti che pur mantenendo la loro origine storica offrono all’ascoltatore un vero e proprio viaggio sonoro nel tempo. Collaborazioni con: Giovanna De Liso, Stefania Priotti, Mauro Basilio, Elisa Fighera, Anna Siccardi, Tabitha Maggiotto, Ethel Onnis. Gabriele Francioli e Gianni Scarabottini, Artisti coro della Scala di Milano: Silvia Chiminelli, Olga Semenovai, Nina Almark ; Triaca Musicale: Mara Colombo, Maria Chiara Demagistri, Costanza Daffara, Patrizio Rossi. Fondatore dell’Ensemble Pricipio di Virtù (Katia Zunino arpa – Piero Leonardi voce- Massimiliano Andreo percussioni), che ha vinto il premio Italia Medievale(ed. 2006) ed il Festival dei menestrelli di Offagna (ed. 2008). 2011 partecipazione al Festival Musique du Monde a Djerba (Tunisia)




Ingresso libero a tutti i concerti

per informazioni

CIRCOLO FILARMONICO ASTIGIANO
piazzetta San Paolo, 1 - ASTI - tel. 0141.538057 - 346.576140

Comune di Montechiaro tel. 0141.999136
Associazione “La Cabalesta” 011.9872463
Comune di Cortazzone 0141.995504
Lab. Artistico “ Mario Molino” Cinaglio
Comune di Montiglio Monferrato 0141.994008



Vai alla pagina

Le manifestazioni promosse
dal Circolo Filarmonico:



MUSICA NELLE PIEVI

15 luglio - 10 agosto 2017
MONTECHIARO, ALBUGNANO, CINAGLIO
CORTAZZONE, MONTIGLIO MONFERRATO
CASTELNUOVO DON BOSCO

Vai alla pagina



MONFERRATO JAZZ FESTIVAL

19 aprile - 19 luglio 2017
ASTI, ROCCHETTA TANARO
Vai alla pagina


ARCHIVIO EVENTI:



FESTA EUROPEA della MUSICA

18-21 giugno 2017
ASTI
Vai alla pagina



WORKSHOP INTERATTIVO con DIEGO BOROTTI

29 novembre 2016 - 9 maggio 2017
ASTI
Vai alla pagina



ASTI IN CONCERTO

28 ottobre 2016 - 1 aprile 2017
ASTI
Vai alla pagina



UN GIARDINO PER L'ARMONIA

12 novembre 2016 - 25 febbraio 2017
ASTI
Vai alla pagina



MONFERRATO JAZZ FESTIVAL

20 giugno - 31 luglio 2016
ASTI, PENANGO, ROCCA D'ARAZZO
Vai alla pagina



MUSICA NELLE PIEVI

23 luglio - 10 agosto 2016
MONTECHIARO, ALBUGNANO, CINAGLIO
CORTAZZONE, MONTIGLIO MONFERRATO

Vai alla pagina



FESTA EUROPEA DELLA MUSICA

19 -21 giugno 2016
ASTI
Vai alla pagina



GIORNATA DELLA MUSICA

Gli ARTISTI DELL’ORCHESTRA
DEL TEATRO REGIO di TORINO

21 Giugno 2015
CERRETO
Vai alla pagina



21 GIUGNO
GIORNATA INTERNAZIONALE
DELLA MUSICA

Settime (At)
21 giugno 2013

Vai alla pagina